Milano, 16 giu. (askanews) – La crescita della mobilità elettrica può ridurre in modo significativo la dipendenza energetica dell’Italia. Al 2035 il parco circolante nazionale potrebbe contare tra quasi 8 milioni e 9,2 milioni di veicoli elettrici e plug-in, con un risparmio sulle importazioni petrolifere stimato tra 34,6 e 41,5 milioni di barili l’anno, per un valore indicativo di 2,4-2,9 miliardi di euro annui. E’ quanto emerge dal nuovo “Libro Bianco sulla mobilità elettrica” di Motus-E, presentato a Roma alla conferenza “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità”.
L’analisi parte da un mercato italiano ancora in ritardo rispetto al resto d’Europa. Oggi circolano nella Penisola circa 830mila veicoli elettrici e plug-in tra auto, furgoni e camion, mentre i punti di ricarica pubblici già installati sono oltre 78mila. Nel primo trimestre del 2026 la quota delle auto elettriche in Italia si è fermata all’8%, contro una media europea del 20%.
Motus-E costruisce due scenari. In quello conservativo, basato sulla continuità dell’attuale quadro regolatorio, sull’assenza di incentivi statali per i veicoli leggeri e su un’attivazione solo parziale dei fondi Pnrr per le infrastrutture, al 2035 il circolante sarebbe composto da 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di ibridi plug-in.






