Dicono che più è costoso e affollato il matrimonio meno sarà felice. Così è andata a Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci, che si giurano eterno amore nel 1972 a Milano con un lussuoso ricevimento da oltre 500 invitati. Famiglia di lui esclusa. Al di lui padre Maurizio D’Ancora, nome d'arte Rodolfo Gucci, attore e imprenditore, a sua volta erede e protagonista di una lunga faida famigliare, la giovane e bella socialite non era mai piaciuta. L’aveva bollata come «un’arrampicatrice sociale». Niente di più. Nata Patrizia Martinelli nel 1948 a Vignola, in Emilia Romagna, poco dopo si trasferisce con la madre, Silvana Barbieri, in un anonimo appartamento di via Padova, al tempo poco prestigiosa periferia milanese. Tutto cambia – indirizzo, destino e anche cognome – con il matrimonio di Silvana con l’imprenditore milanese Ferdinando Reggiani. Adotta Patrizia, la cresce come sua figlia e le assicura un’infanzia e un’adolescenza dorata. Narrano le cronache rosa che il primo incontro tra Maurizio e Patrizia fu a una festa. Lei bellissima e spigliata sulla pista da ballo con un abito rosso fuoco, lui timido e subito innamorato. Lui la corteggia, anche lei si innamora, due anni dopo si sposano e si trasferiscono a New York, dove continuano a frequentare il bel mondo. Tra le – innumerevoli – amicizie ci sono i Kennedy e i Trump. Nel 1976 nasce la primogenita, Alessandra, e il padre una volta ostile tenta la via della riconciliazione regalando alla coppia un lussuoso attico all'Olympic Tower. Qualche anno dopo – nel 1981 - nasce Allegra e proprio negli stessi anni la favola inizia a mostrare qualche crepa.