| 16 Giugno 2026 15:02 |
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(Adnkronos) – Andrea si considera l’esperto di caffè, ma c’è chi è il ‘maestro’ di cappuccini e chi prepara focacce e brioche che riscuotono gran successo. In comune hanno un bancone, quello di un bar che ogni giorno rende piacevoli le pause di centinaia di persone che lavorano in Novamont, la società di Versalis (Eni) con sede a Novara, tra i leader nella produzione di biopolimeri e bioprodotti. E’ ‘Caffè AUTentico’, un progetto unico nel suo genere e realizzato dall’azienda novarese insieme all’associazione per l’autismo Enrico Micheli e da Angsa Novara e Vercelli (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) e alla Cooperativa Gerico di Novara, partner attraverso il progetto ‘L’Orto in Cucina’ che integra ristorazione, housing sociale e agricoltura sostenibile. A essere coinvolte sono persone autistiche ed è nato per creare opportunità reali a coloro che ancora oggi sono fortemente penalizzati dal mondo del lavoro. A renderlo possibile è stato il progetto ‘Autismo al Lavoro’, inserito nel programma Interreg 2021-2027 Italia-Svizzera cofinanziato dall’Unione Europea.
In Europa il tasso di occupazione delle persone autistiche resta sotto il 10%, mentre in Italia si attesta intorno al 20%. Da qui l’idea di costruire un contesto protetto ma autentico, capace di coniugare formazione, autonomia e partecipazione attiva. “L’inclusione lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico – spiega Priscila Beyersdorf Pasino, presidente di Angsa Novara Vercelli – rappresenta oggi una delle principali sfide sociali e sanitarie nei contesti occidentali. Nonostante molte persone autistiche possiedano competenze cognitive e operative significative, i dati evidenziano una forte sottorappresentazione nel mercato. Il progetto di Caffè AUTentico favorisce l’inclusione lavorativa, sviluppa autonomia e competenze, migliora la qualità della vita e favorisce la partecipazione sociale. I primi risultati confermano l’efficacia del modello, con un aumento delle capacità operative, relazionali e dell’autostima dei ragazzi coinvolti”.








