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Alessandra Muglia

Figura priva di incarichi ufficiali nel governo, è stato soprannominato dal presidente Usa «il mio psichiatra». Secondo il «Wall Street Jorunal» avrebbe contribuito alla nomina di diversi funzionari tra cui il viceprocuratore Trent McCotter, che avrebbe deciso sull’archiviazione del caso

Negli ultimi giorni della presidenza Biden, il Dipartimento di Giustizia aveva incriminato l’uomo più ricco d’India, Gautam Adani, con l’accusa di aver architettato una massiccia frode volta a ingannare gli investitori statunitensi attraverso tangenti e pratiche illecite. Poi un mese fa, il contrordine: lo stesso Dipartimento ha formalmente richiesto l’archiviazione con formula piena delle accuse penali, mossa che punta a chiudere in fretta uno dei più clamorosi scandali di corruzione internazionale degli ultimi anni.

Dietro la svolta, secondo nuove rivelazioni del Wall Street Journal, ci sarebbe l’intervento di Boris Epshteyn, figura priva di incarichi ufficiali nel governo ma dotata di accesso diretto al presidente: è il suo principale consigliere personale. Una presenza così fissa alla Casa Bianca che partecipa alle riunioni nello Studio Ovale anche quando alcuni dei presenti non lo sanno nemmeno, riferisce Axios. Epshteyn è diventato una delle persone più influenti a Washington, non solo perché ascolta, ma anche perché Trump lo ascolta a sua volta. «È come il mio psichiatra», ha scherzato Trump, a indicare quanto sia per lui terapeutico il sostegno di questo avvocato e consulente repubblicano statunitense di origine russa - è nato a Mosca 43 anni fa - entrato per la prima volta nella cerchia di Trump quando è diventato amico di college del suo secondogenito, Eric Trump.