BancheNo di Berlino all'offerta su Commerzbank, il mercato ipotizza che Orcel possa tornare a guardare all'Italia. Bofa alza il prezzo obiettivo sul titoloEleonora Micheli16 giugno 2026(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Banche in rialzo a Piazza Affari, mentre gli investitori si interrogano sui nuovi assetti che potrebbero delinearsi nei prossimi mesi in Italia, alla luce delle operazioni di consolidamento avviate negli ultimi giorni. Al centro dell'attenzione c'è Banca Monte corteggiata sia da Banco Bpm sia da Intesa Sanpaolo, quest'ultima in accordo con Unipol. Tra i titoli del settore spicca UniCredit, migliore del comparto, nel giorno in cui Berlino ha respinto l'offerta su Commerzbank, giudicando «aggressivo» l'atteggiamento del gruppo italiano.Il no di Berlino all'offerta su Commerzbank Secondo un comunicato dell'Agenzia federale delle finanze tedesca (Finanzagentur), l'offerta non presenta «un premio sufficiente» rispetto all'attuale quotazione del titolo Commerzbank. L'operazione è politicamente delicata in Germania, considerando che lo Stato federale, con una quota del 12%, resta il secondo maggiore azionista della banca di Francoforte. Al di là delle valutazioni finanziarie sull'offerta, Berlino sottolinea come Commerzbank «svolga un ruolo chiave nel finanziamento dell'economia tedesca e del Mittelstand», il tessuto delle piccole e medie imprese esportatrici, e rappresenti «un importante datore di lavoro e un pilastro essenziale della piazza finanziaria di Francoforte», che il governo intende preservare. La posizione dell'esecutivo si aggiunge all'esposto presentato dai dipendenti dell'istituto circa una possibile manipolazione dei dati relativi all'offerta. Accuse che UniCredit ha respinto con fermezza.Le barricate tedesche, peraltro, si alzano nell'ultimo giorno utile per aderire all'offerta pubblica di scambio promossa da Unicredit, anche se da mercoledì 17 giugno scatteranno le due settimane aggiuntive previste dalla normativa tedesca. Nella seduta di lunedì è emerso che le adesioni hanno portato la quota detenuta da Unicredit in Commerzbank al 55,09% del capitale, considerando sia le adesioni all'offerta — salite all'11,91% del capitale dall'11,86% registrato venerdì — sia le azioni già detenute e le posizioni in derivati.E se Orcel tornasse a guardare all'Italia?A questo punto, la campagna tedesca si fa sempre più complessa per il ceo, Andrea Orcel, e rafforza la convinzione di molti osservatori che il manager possa tornare a valutare un ruolo attivo nel consolidamento bancario italiano. In particolare, il mercato si interroga sulla possibilità che Unicredit stia nuovamente considerando un'operazione su Banco Bpm, dopo lo stop imposto dai vincoli fissati dal governo. Una mossa che potrebbe rappresentare il primo passo verso una successiva integrazione con Mps, finita nel mirino di Intesa Sanpaolo e Unipol. Quest'ultima ipotesi, per altro, suscita preoccupazione a Siena, dove si teme lo smembramento dell'istituto di credito più antico del mondo.Banco Bpm non molla la presa su SienaIntanto, l'amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha fatto chiaramente capire di non aver gettato la spugna e di continuare a coltivare l'idea di creare un polo formato da Banco Bpm e Mps. «Quest'anno siamo impegnati in un'altra grande operazione, nella quale dall'altra parte vediamo un colosso che è sette-otto volte più grande di noi. Questo è lo spirito dello sport: non arrendersi, continuare a dare il meglio e cercare di fare il possibile». Qualche indicazione potrebbe emergere al termine del consiglio di amministrazione di Banco Bpm, il primo dopo la proposta di aggregazione avanzata nelle scorse settimane a Mps e precedente al lancio dell'offerta da parte di Intesa Sanpaolo.
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