Red Hat ha annunciato diverse novità legate alla sua offerta di cloud privato e sovrano che partono da nuove funzionalità nei suoi prodotti per arrivare al lancio di una catena di fornitura locale del software per aggirare eventuali problemi a livello geopolitico.
Red Hat rafforza la sua offerta di cloud privato e sovrano
L'offerta di Red Hat è da sempre, e per sua stessa natura, sovrana, in quanto open source e quindi liberamente accessibile; l'azienda ha fatto la sua fortuna abbinandovi servizi di supporto. Ciononostante, o forse a maggior ragione, Red Hat sta puntando molto sull'ondata di attenzione alla sovranità e all'autonomia che sta attraversando il mondo tecnologico, in particolare in Europa.
L'azienda ha presentato diverse novità che vanno in questa direzione: un'espansione del framework sull'ottemperanza normativa semplifica la dimostrazione dell'adempimento degli obblighi legati a norme come NIS2, GDPR e DORA in tramite OpenShift Compliance Operator e Red Hat Advanced Cluster Security for Kubernetes.
Arriva anche una nuova interfaccia per il provisioning delle macchine virtuali, che consente a partner e clienti (che siano interni o esterni) di creare e mettere in opera virtual machine, cluster e servizi di IA più facilmente e velocemente tramite OpenShift. Per mantenere il controllo dei costi, Lightspeed fornisce ora dati sui consumi in OpenShift che rimangono interamente all'interno degli ambienti dei clienti, così da semplificare le procedure per mantenere la residenza dei dati.






