Nel prologo del suo libro "Competere o sparire. Per un nuovo paesaggio europeo", l'ex premier e presidente Bce ha sottolineato la necessità di una cooperazione efficace per l'eredità delle generazioni futureNel prologo del suo libro "Competere o sparire. Per un nuovo paesaggio europeo", l'ex premier e presidente Bce ha sottolineato la necessità di una cooperazione efficace per l'eredità delle generazioni futureLo ha ripetuto, ancora una volta, Mario Draghi, nel prologo del suo libro “Competere o sparire. Per un nuovo paesaggio europeo” (Rizzoli): l’Europa deve restare unita. L’ex premier e presidente della Bce lo sostiene da tempo. La cooperazione tra Stati dell’Ue avrebbe una duplice valenza: non soltanto riuscire a imporre la propria presenza sui mercati internazionali, ma anche difendere i valori di democrazia di cui l’Ue da sempre è portatrice. “L'agire insieme è divenuto condizione necessaria per affrontare la competizione con le altre grandi potenze del mondo, ma anche per sopravvivere con quei valori che nel corso degli anni sono venuti a definire questa identità comune”, ha scritto Draghi. Il suo libro raccoglie i discorsi tenuti dal 2023 al 2025. Si tratta di un’analisi dell’attuale situazione politica ed economica a cui si accompagna una proposta di piano d’azione che parte dal rapporto “Il futuro della competitività europea”, presentato nel settembre 2024 e consegnato alla presidente della Commissione europea Ursula con der Leyen.La giustizia sociale"L'Europa deve ritrovare la capacità di crescere" per "una questione di giustizia sociale, di valori collettivi, di identità europea" ma anche per "poter difendere i nostri confini e la nostra indipendenza politica, la nostra libertà". Per Draghi, infatti, la competitività è molto di più di una questione economica, ma tocca anche la giustizia sociale, appunto, e quella generazionale: “Riuscire a competere con il resto del mondo vuol dire assicurarsi che i giovani europei - e gli europei che non sono ancora nati - abbiano gli stessi diritti, le stesse tutele, le stesse opportunità che hanno definito il nostro modello in questi decenni”.Il tema del futuroE per riuscire a imporre la propria presenza sullo scacchiere dell’economia mondiale non bisogna temere di guardare al futuro. “Le sfide che l'Europa ha davanti a sé - tecnologiche, demografiche, geopolitiche - sono straordinarie - continua Draghi -. Ma altrettanto straordinaria è l'ambizione che ha sempre caratterizzato il progetto europeo. La sua ideazione ha messo da parte secoli di stragi e di conflitti". La forza dell’Ue starebbe proprio, storicamente, nel riuscire a districarsi tra crisi e guerre, anche grazie ai valori di democrazia di cui da sempre è fautrice. ”Oggi c'è ancora molto da fare per rendere l'Europa in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini - riconosce l’ex premier -. La domanda che dobbiamo porci è se condividiamo ancora la stessa ambizione del recente passato. Lo dobbiamo ai padri fondatori dell'Europa, a noi stessi, a chi verrà dopo di noi”.Evolversi, dunque, nell’ottica di garantire la stessa prosperità e sicurezza alle generazioni a venire. "La rete di protezione - che va dalla sanità all'istruzione alla previdenza - è l'orgoglio di tutti gli europei. La sfida per le istituzioni - governi, Commissione europea, parlamenti - è assicurarsi che questo modello rimanga sostenibile e capace di evolvere insieme alle nostre società”, scrive Draghi, sottolineando come, nel caso dell’Ue, i modelli economici e sociali su cui è basata non siano mai separati gli uni dagli altri, ma in dialogo continuo. Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp