L’intelligence americana mette le mani avanti: gli iraniani sono inaffidabili. La prudenza non è mai troppa considerando la situazione a Teheran. Dietro le parole si intravedono prove concrete sulle intenzioni e i piani del regime degli ayatollah. L’analisi di Gianfranco D’Anna

La Central intelligence Agency sarebbe più che scettica sull’accordo fra Stati Uniti e Iran. Secondo il sito Axios che cita varie fonti, il direttore della Cia, John Ratcliffe, avrebbe comunicato alla Casa Bianca che le informazioni dell’intelligence indicano che il regime islamico non è necessariamente disposto a fare le concessioni sul nucleare su cui si è impegnato.

Lo scetticismo del direttore della Cia sarebbe condiviso dal segretario di Stato americano Marco Rubio e dal segretario alla Difesa Pete Hegseth. Se confermato, lo scetticismo della Cia rappresenterebbe un’autentica mazzata sul “Trump’s agreement”, l’accordo di Trump, come viene definita l’intesa con l’Iran che sarà ratificata a Ginevra il 19 giugno.

Una mazzata che si aggiunge alla presa di distanza da parte del Congresso, espressa non soltanto da parte dei democratici quanto soprattutto da parte del senatore John Thune, leader della maggioranza repubblicana, che ha protestato con l’amministrazione chiedendo di conoscere i dettagli sull’accordo con l’Iran prima della firma di venerdì.