A giugno 2005, durante la Worldwide Developers Conference, Apple annuncia l’abbandono dei processori PowerPC in favore delle CPU Intel.
Quindici anni dopo, nel 2020, l’azienda compie una svolta altrettanto radicale lasciando Intel per sviluppare chip proprietari basati su architettura ARM. Con l’arrivo di macOS 27, che abbandona il supporto ai Mac Intel, la transizione verso Apple Silicon può considerarsi completata anche dal punto di vista software.
Ars Technica ha ripercorso vent’anni di trasformazioni che hanno ridefinito più volte il computer Apple, rivelando come entrambe le migrazioni siano nate dallo stesso problema: recuperare il controllo sul futuro della piattaforma.
Perché Apple ha cambiato processore due volte
All’inizio degli anni Duemila i chip PowerPC di IBM e Motorola avevano perso competitività.










