di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Il Giappone porta i tassi all'1% per la prima volta dal 1995, mentre in Cina i consumi arretrano. Due segnali che raccontano una nuova Asia
Per trent'anni il Giappone è stato il simbolo di tutto ciò che un'economia moderna temeva di diventare: crescita lenta, prezzi fermi, tassi d'interesse vicini allo zero e una popolazione sempre più anziana. La Cina, al contrario, sembrava l'incarnazione opposta: fabbriche in piena attività, città che crescevano a ritmo vertiginoso, consumi in espansione e una domanda apparentemente inesauribile.Ora, quel mondo sta cambiando.
A Tokyo la Bank of Japan ha portato i tassi d'interesse all'1%, il livello più alto dal 1995. A Pechino le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,6% rispetto a un anno fa, segnando il primo calo dall'uscita della Cina dall'emergenza Covid. Prese singolarmente sono due notizie importanti. Lette insieme raccontano qualcosa di più: la fine di due modelli economici che hanno segnato gli ultimi trent'anni e l'inizio di una fase ancora tutta da decifrare.











