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Roberto Pezzali

Partendo da una segnalazione anonima, l'antitrust italiana ha aperto un'indagine nei confronti di Apple sul tema iCloud: la soluzione proprietaria taglierebbe fuori l'accesso ad altre piattaforme cloud. La palla passa però all'Europa.

Il 9 giugno 2026 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato l'apertura di un'indagine nei confronti di Apple per una possibile violazione dell'articolo 6, paragrafo 7 del Digital Markets Act, quello che disciplina l'interoperabilità di hardware e software. Al centro del procedimento c'è una domanda precisa: i fornitori di servizi cloud concorrenti di iCloud hanno davvero accesso alle stesse componenti di sistema che Apple riserva al proprio servizio oppure no?

Tutto nasce da una denuncia arrivata sulla piattaforma di segnalazione anonima dell'Autorità il 9 aprile 2025, integrata poi nel luglio 2025 e nel febbraio 2026 con altre informazioni. Secondo la segnalazione, su iPhone e iPad (le due piattaforme che possono essere regolamentate ai sensi del DMA in quanto gatekeeper) non è possibile effettuare il backup integrale del dispositivo, comprensivo di app, messaggi, impostazioni e dati di sistema, su un cloud diverso da iCloud.