I sindaci flegrei contro Rfi, la società del Gruppo Ferrovie dello Stato italiane che gestisce l’infrastruttura ferroviaria. Perché dietro lo stop prolungato alla Linea 2 della metropolitana, tra Campi Flegrei e Pozzuoli, a causa dei valori elevati di anidride carbonica all’interno della galleria, ci sarebbe un lungo e ingiustificato periodo di inattività da parte dei vertici dell’azienda.
Così, ieri, la riunione convocata dal prefetto Michele di Bari ha registrato momenti di confronto anche acceso tra le parti. «Abbiamo denunciato una cosa che ci sembra incredibile. – riassume Josi Della Ragione, sindaco di Bacoli – Ferrovie non aveva ritenuto di installare un sistema di rilevamento di CO2 costante, malgrado le ordinanze che i Comuni avevano emanato già lo scorso febbraio». Ordinanze che per i titolari di attività produttive consentivano l’uso di ambienti di lavoro interrati e/o seminterrati “condizionatamente all’obbligo di dotare gli ambienti di idonei sensori per monitorare i livelli di CO2 dotati di allarme acustico e visivo in caso di superamento delle soglie di sicurezza”.
Rfi, a quanto pare, non si era dotato dei sensori. Lo avrebbe fatto soltanto qualche giorno fa. «E i livelli di anidride carbonica sono risultati significativamente alti – aggiunge il primo cittadino - così, presumiamo che lo siano sempre stati, circostanza che ha per mesi messo a rischio l’incolumità di lavoratori e utenti». Per questo, dunque, i sindaci hanno pubblicamente espresso disappunto contro la rappresentanza di Rfi, lamentando come aver disatteso i contenuti dell’ordinanza significhi anche aver perso tempo utile per avviare soluzione di un problema che, oggi, rischia di tradursi in nuovi disagi per l’utenza.











