La sicurezza delle catene del valore è ormai il filo rosso che attraversa la diplomazia del G7 alla vigilia del vertice di Évian. Ma la sequenza degli ultimi due giorni tra Roma e Londra, letta insieme all’apertura del summit, racconta qualcosa di più strutturale: la progressiva costruzione di questa agenda porta una firma giapponese sempre più riconoscibile.
A Roma, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier giapponese Sanae Takaichi hanno rilanciato un partenariato che si estende ormai ben oltre la cooperazione bilaterale tradizionale. Difesa, intelligenza artificiale, spazio ed energia sono i pilastri dichiarati, ma il cuore operativo dell’intesa è la sicurezza economica declinata come resilienza delle catene di approvvigionamento. Semiconduttori, materie prime critiche e tecnologie avanzate sono al centro di un nuovo impianto di cooperazione industriale che si traduce in strumenti concreti: un tavolo bilaterale dedicato (riunitosi per la prima volta a fine maggio a Tokyo) e un coordinamento strutturato tra imprese e governi.
Nel colloquio di Villa Pamphilj, Takaichi ha spinto però anche un’altra dimensione strategica: il collegamento tra Mediterraneo e Indo-Pacifico. L’obiettivo dichiarato è costruire una continuità tra due spazi marittimi oggi sempre più interdipendenti, entrambi esposti a vulnerabilità energetiche e a rischi sulle rotte commerciali. In questa prospettiva, la sicurezza economica non è separabile da quella energetica, e la resilienza nazionale diventa una componente della stabilità regionale complessiva. La premier giapponese ha esplicitato questa visione parlando di un sistema internazionale attraversato da crescenti difficoltà sul piano della sicurezza economica ed energetica, e della necessità di rafforzare la cooperazione tra regioni. Mediterraneo e Indo-Pacifico, nelle sue parole, diventano così due poli di una stessa architettura di sicurezza allargata, coerente con il modello di un «Indo-Pacifico libero e aperto», secondo la definizione dell’ex premier Shinzo Abe di cui Takaichi è stata allieva, che integra autonomia e resilienza come elementi funzionali alla stabilità globale.










