MercatiLa svolta su Hormuz porta il petrolio sempre più giù16 giugno 2026I mercati azionari asiatici registrano per lo più rialzi e l’indice di riferimento giapponese Nikkei 225 supera per un breve lasso di tempo per la prima volta quota 70mila, per poi ridimensionare i guadagni iniziali dopo che la Banca del Giappone ha aumentato il tasso di interesse di riferimento all’1 per cento.Domande di approfondimento generate da 24Ore AINel primo pomeriggio, il Nikkei 225 sale dello 0,6% a 69.713,05, mentre il Kospi sudcoreano prosegue la sua ascesa verso nuovi record, guadagnando il 2,1% a 8.721,64. Lo Shanghai Composite guadagna meno dello 0,1% a 4.100,53. L’S&P/ASX 200 australiano, al contrario, perde lo 0,3% attestandosi a 8.892,10 e l’Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,3% a 24.533,35. A Taiwan, il Taiex cresce dello 0,6%, mentre il Sensex indiano guadagna lo 0,5 per cento.Il greggio Brent fa i conti con un calo del 4,8% sulla scia delle aspettative che l’accordo tra Usa e Iran possa portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, da cui gran parte dell’Asia attinge il proprio approvvigionamento petrolifero. Alcuni analisti hanno tuttavia invitato alla cautela, sottolineando che molte questioni rimangono ancora incerte.I prezzi del petrolio sono scesi di recente sulla scia delle speranze di una proroga del cessate il fuoco nella guerra, scendendo dai livelli superiori ai 100 dollari a cui si trovavano poche settimane fa. Prima della guerra, il petrolio veniva scambiato a circa 70 dollari al barile.Il greggio di riferimento statunitense appare in calo di 9 centesimi a 80,66 dollari al barile. Il greggio Brent, lo standard internazionale, è sceso di 24 centesimi a 82,93 dollari al barile.
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La svolta su Hormuz porta il petrolio sempre più giù







