Esattamente trent’anni fa usciva Occhi sulla graticola, il romanzo di Scarpa che inaugurò il 1996, l’anno degli scrittori Pulp e CannibalQuesto articolo è tratto dal nostro mensile Finzioni, disponibile sulla app di Domani, sullo sfogliatore online e in edicolaÈ l’estate del 1995. A Venezia visito l’indimenticabile Biennale d’Arte curata da Jean Clair. Si intitola “Identità e alterità”, è un bilancio del secolo morente, una revisione critica del Modernismo. C’è anche una mostra indipendente, “TransCulture”, organizzata da due fondazioni giapponesi. Se la mostra di Jean Clair è una riflessione retrospettiva sul Novecento, questa invece si sporge sul futuro, tanto da presentare per la prima volta una decina di artisti internazionali che presto si vedranPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Tiziano ScarpaRomanziere, poeta e drammaturgo. Il suo ultimolibroè La penultima magia (Einaudi 2020). Tra i titoli più recenti, Stabat Mater(Einaudi 2008, premio Strega 2009 e Premio SuperMondello 2009), L’inseguitore (Feltrinelli 2008), Discorso di una guida turistica di fronte altramonto (Amos 2008), Le cose fondamentali (Einaudi 2010 e 2012), La vita, non il mondo (Laterza 2010), Il brevetto del geco (Einaudi 2016 e 2017), Il cipiglio del gufo (2018 e 2020)
Storia della copertina che spaventò la mia casa editrice
Esattamente trent’anni fa usciva Occhi sulla graticola, il romanzo di Scarpa che inaugurò il 1996, l’anno degli scrittori Pulp e Cannibal






