Sporco è chi lo sporco fa, signore. Se Forrest Gump si sedesse – come nel film – su una panchina ma allo Sbarcadero, lo noterebbe subito che a Siracusa, un luogo pulito, resta tale solo fino a quando i siracusani non ci mettono mano.

Non tutti, ovvio, ma il meccanismo che ormai è diventato routine racconta di come ad ogni inaugurazione, segua una desacralizzazione, ad ogni spiazzo ripulito segua un abbandono di rifiuti, ad ogni mastello pieno uno sparpagliamento di spazzatura tutto intorno.

Lo Sbarcadero, quello che dall’amministrazione comunale è stato definito la nuova Marina, la piazza nuova di zecca minimalista e ordinata, scarna secondo il modello piazza Euripide, nel giro di pochi giorni dall’inaugurazione è diventato una passeggiata frequentatissima.

Ma con le persone ammodo, sono inevitabilmente arrivati i nuovi barbari. Cittadini di ogni fascia sociale che, superato l’imbarazzo iniziale, hanno iniziato a lasciare segnali della propria inciviltà, gettando carte nelle aiuole, cartoni negli angoli, deiezioni canine per ogni dove e resti di panini, birra e sigarette sulle panchine.

La piazza di riva Porto Lachio è rimasta immacolata solo per qualche giorno, i pali dissuasori pare non abbiano del tutto fermato gli scooteristi indisciplinati che si fanno vanto di penetrarvi comunque, correndo e rischiando, nascosti dai caschi, e l’abbandono di piccoli rifiuti - è vero, nulla rispetto alle montagne di prima - sta prendendo piede.