HomeSienaCronacaLe intercettazioni e la ’bugia sull’arma’: "Il fucile non l’ha trovato per strada"Le captazioni svelano anche che il padre sapeva che la 33enne voleva lasciare Porras Baloy. L’occhio nero visto dallo zioMomenti di grande concitazione in via del Villino: sul posto le volanti della polizia ma anche la scientifica per effettuare rilievi ed accertamentiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Laura Valdesi
"Anche se è il padre dell’imputato, se non dice la verità risponde di falsa testimonianza", tuona il presidente della Corte di Assise Fabio Frangini all’uomo seduto sul banco dei testimoni. Il pubblico ministero Niccolò Ludovici gli stava rileggendo cosa aveva dichiarato poco dopo la morte di Yuleisy Manioma Casanova, 33 anni, nella casa di via del Villino. Il figlio, Fernando Porras Baloy, è ora accusato di averla uccisa con un colpo sparato in fronte. "Vero che lei disse alla polizia che il fidanzato di sua figlia riferì che Fernando mostrò di avere un fucile?" Il padre alza le mani, scuote la testa. Nega. Il pubblico ministero ribatte: "E’ tutto video-ripreso". Inutile, insomma, mettere in dubbio quanto scritto dalla polizia. Una testimonianza tesa e a più riprese delicata, quella del babbo dell’imputato per l’omicidio della colombiana che lavorava in un locale del centro storico di Siena. Dove entrano più volte le intercettazioni. Come quando dice di non sapere che Giulia, così tutti la chiamavano, voleva lasciare Fernando. Ma anche quando parlano della ’bugia dell’arma’. Una frase che viene captata mentre vanno in carcere a trovare il figlio. Di fronte alle intercettazioni l’uomo non può che spiegare a cosa si riferiva quella frase. "La bugia era che lui l’aveva trovata per strada", dice alla fine. Infatti il fucile, emerge sempre durante l’udienza, gli sarebbe stato dato da un collega. Quando parlavano al telefono spesso usavano cautela perché sapevano di essere ascoltati. "In casa mia – dice il padre di Porras Baloy – ho trovato anche delle cimici". Nega di aver mai visto Yuleisy con dei lividi. Racconta che quando è arrivato in via del Villino il 10 agosto 2024 gente sudamericana, fuori, diceva che era partito un colpo mentre maneggiava l’arma. Quanto alle spese – altra questione calda del processo perché la procura sostiene che la 33enne era stanca di mantenere il compagno e dover pagare quasi tutto lei – il padre spiega che anche Fernando partecipava. Ha poi deposto ieri lo zio dell’imputato che ha abitato insieme alla coppia a lungo, dal 2019 al 2022. E in un’occasione, vedendola con un occhio nero, aveva detto al nipote che non doveva più toccarla altrimenti andava fuori di casa. Un aspetto su cui hanno ruotato a lungo le domande del pubblico ministero e anche della Corte.







