TRAMONTI - Un telefonino caduto a terra è bastato per mettere in moto una complessa macchina dei soccorsi, con squadre di emergenza impegnate per ore alla ricerca di un ferito che in realtà non esisteva. L’episodio evidenzia un fenomeno in crescita: i falsi allarmi generati dai sistemi automatici di chiamata d’emergenza, tecnologie preziose in caso di incidente ma che, se attivate per errore, rischiano di assorbire risorse e mezzi fondamentali soprattutto nelle aree montane e durante la stagione turistica.

Il caso del cellulare caduto accidentalmente durante una sosta in moto è accaduto nelle scorse settimane quando è scattato un imponente intervento di soccorso tra il lago di Redona e la Val del Vajont. È successo perché il sistema automatico di emergenza “eCall” installato sullo smartphone di un motociclista ha inviato una richiesta di aiuto ai soccorsi, facendo ipotizzare un grave incidente. Sul posto sono intervenuti due mezzi dei vigili del fuoco, un’ambulanza e persino l’elicottero sanitario, ma per ore non è stato trovato alcun ferito. Solo in seguito si è scoperto che il motociclista, ignaro dell’allarme partito dal proprio telefono, aveva semplicemente raccolto il dispositivo da terra ed era ripartito senza accorgersi di nulla. Un episodio che riaccende l’attenzione sul crescente numero di falsi allarmi generati dai sistemi automatici di chiamata d’emergenza.