TRENTO - Il messaggio all'amico fa scattare l'allarme al soccorso alpino: è accaduto nella notte di domenica 22 marzo tra il Rifugio Mandrone e il Rifugio ai Caduti dell'Adamello, dove i soccorsi sono intervenuti per salvare due scialpinisti, di 66 e 31 anni, rimasti bloccati ad una quota di 2.600 metri a causa di una bufera di neve. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata attorno alle 20.50 da parte di un conoscente che aveva ricevuto dei messaggi di aiuto dagli scialpinisti stessi.

La Centrale Unica di Emergenza, vista l'impossibilità dell'elicottero ad intervenire per via delle condizioni meteo proibitive, ha attivato la Stazione competente di Pinzolo del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, oltre a quella di Vermiglio. Otto operatori di quest'ultima sono arrivati al Passo del Tonale, mentre il gestore del rifugio Mandrone, anch'egli membro del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, tentava l'avvicinamento ai due scialpinisti, che nel frattempo avevano scavato una truna e si erano riparati con le loro coperte termiche. Dal momento che il personale del Vermiglio doveva attendere il primo passaggio mattutino, poiché impossibilitato a risalire a causa delle condizioni meteo avverse, i due scialpinisti sono stati portati in salvo dal gestore del rifugio da una una Guida Alpina.