Da sinistra Guja Minoja primaria di Medicina e gli epatologi Davide Giannò Alessandra Brocchieri Veronica Pacetti e Francesca FamàRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCodogno (Lodi) – Una risposta concreta a quella che i medici definiscono “un’epidemia silenziosa“. Dal prossimo 1° luglio, l’Ospedale di Codogno riavrà il suo Ambulatorio di Epatologia. Il servizio, che farà capo alla Medicina Interna del Maggiore di Lodi guidata da Guja Minoja, assorbirà gran parte delle prestazioni finora gestite da Malattie Infettive, azzerando un vuoto assistenziale che nel Basso Lodigiano durava ormai da anni. Fegato (immagine di repertorio)
Di cosa si occuperà il centro
Sotto la responsabilità della specialista Alessandra Brocchieri, il centro si occuperà di diagnosi, controlli e terapie per tutte le patologie del fegato: da quelle alcol-correlate e autoimmuni (che colpiscono soprattutto le donne) fino alle diffusissime forme metaboliche, tipiche degli uomini, che se trascurate possono evolvere in cirrosi e tumori. Per vincere questa sfida, l’Asst di Lodi ha messo in campo un investimento da 100mila euro per un Fibroscan di ultima generazione, una tecnologia che misura la rigidità e il grasso nel fegato, cruciale per azzeccare la terapia corretta. I casi più complessi, come l’epatocarcinoma (a Lodi se ne scoprono circa 60 all’anno, su 12mila casi nazionali), troveranno una sponda nella “Liver Unit“ del Maggiore.








