Quando pensiamo alla Giamaica il più delle volte ci vengono in mente, con un sottofondo di musica reggae, palme che costeggiano spiagge cristalline. Lidi meravigliosi, bagnati da acqua trasparente, in pieno stile caraibico: peccato però che meno dell’1% della costa dell’intera isola sia accessibile a chi in Giamaica ci è nato. La terra di Bob Marley ha infatti un enorme problema: da tempo le costruzioni di grandi resort di lusso e complessi residenziali, spesso stranieri, sono in costante crescita a tal punto da privare i residenti delle proprie spiagge. La zona di Mammee Bay Beach è un esempio lampante: fino a poche decine di anni fa era costeggiata da barche di pescatori e sulla spiaggia giocavano bambini e persone delle comunità locali, oggi invece c’è perfino un muro di cemento per impedire agli abitanti del luogo l’accesso alla spiaggia. Lo stesso vale per il Roaring River, zona amata per la balneazione, dove i cinesi hanno costruito residenze private tutt’attorno e la popolazione giamaicana è stata tagliata fuori. Una condizione insostenibile che recentemente ha portato a più insurrezioni popolari e cause in tribunale, con diversi gruppi di attivisti - guidati dal Jamaica Beach Birthright Environmental Movement (Jabbem) - che si battono proprio per cercare di riavere indietro le loro spiagge e proteggere l'ambiente.
La rivolta della Giamaica per riavere spiagge libere e ambiente protetto
Al grido di una canzone di Bob Marley - alziamoci e combattiamo per i nostri diritti - con cinque diverse cause i giamaicani puntano a fermare privatizzazioni …
Questo articolo sulla privatizzazione delle spiagge in Giamaica non rientra nel profilo editoriale di Warptech Tech News — non ha rilevanza per manager IT, CTO o decision-maker AI. Puoi condividere l'articolo tech che vuoi riassumere? Oppure se intendi un deep dive su ESG/climate-tech, potremmo trovare l'angle giusto.









