Hiromu Sakahara è morto nel 2011 in carcere in Giappone mentre scontava una condanna per omicidio. Oggi l’uomo ha ottenuto la revisione del processo: secondo quanto emerso negli anni, infatti, la confessione del delitto gli sarebbe stata estorta dalla polizia.

Il processo è da rifare, ma l'imputato è morto nel 2011: si potrebbe riassumere così la storia di Hiromu Sakahara, condannato con l'accusa di omicidio. Dopo una lunga battaglia per ottenere giustizia, le autorità di Tokyo hanno affermato che il processo a carico dell'uomo è da rifare e che la condanna, che Sakahara stava scontando anche al momento della sua morte, è da rivedere.

L'uomo è deceduto nel 2011 mentre scontava l'ergastolo per l'omicidio del direttore di un negozio nella cittadina rurale di Hino, avvenuto nel 1984, sulla base di una confessione che a suo dire, gli sarebbe stata estorta. Il figlio, Koji Sakahara, ha commentato la vicenda in un'intervista alla CNN. Ai media ha detto di essere contento della decisione, ma di avere il rimpianto di non essere riuscito a risparmiare al padre la prigione. Koji ha speso decenni per dimostrare la presunta innocenza del padre davanti ai giudici e davanti ai media. Il Giappone è noto per le sue leggi che prevedono l'arresto anche dei sospettati in vista degli interrogatori, alcune volte senza neppure la possibilità di parlare con un avvocato. Nei processi, spesso vengono condannate anche persone innocenti.