Gli alberi potrebbero assorbire meno CO₂ del previsto: lo studio che mette in discussione uno dei pilastri della lotta al cambiamento climatico

@Pixabay

Le foreste potrebbero rivelarsi meno efficaci nel contrastare la crisi climatica di quanto finora ipotizzato. A suggerirlo è una nuova ricerca pubblicata della Columbia University, secondo cui molti alberi continuano ad assorbire anidride carbonica attraverso la fotosintesi anche quando hanno già smesso di crescere. Un dettaglio che potrebbe sembrare marginale, ma che in realtà cambia radicalmente il modo in cui stimiamo la capacità dei boschi di immagazzinare carbonio nel lungo periodo.

Da anni gli scienziati ritengono che l’aumento della concentrazione di CO₂ nell’atmosfera possa favorire la fotosintesi e, di conseguenza, accelerare la crescita degli alberi. Più crescita significa più legno e quindi più carbonio intrappolato per decenni o addirittura secoli all’interno di tronchi, rami e radici. Tuttavia, il nuovo studio mostra che il legame tra fotosintesi e crescita è molto meno diretto di quanto si pensasse.

Il team guidato dall’ecoclimatologo Mukund Palat Rao della Columbia Climate School ha analizzato querce distribuite in 137 siti tra gli Stati Uniti orientali e la California. Per farlo ha combinato immagini satellitari in grado di rilevare l’attività fotosintetica, misurazioni continue della CO₂ nelle chiome e sensori applicati ai tronchi per monitorare in tempo reale la crescita degli alberi.