Genova - Mancano ormai pochi giorni alla fine dell’anno scolastico e tra le famiglie della scuola dell'infanzia comunale Tina Quaglia, a Quarto, cresce un sentimento di profonda incertezza su ciò che attenderà bambini e genitori a partire da settembre. Al centro delle preoccupazioni vi è la prevista riduzione delle sezioni, che passerebbero da sei a cinque, e l'introduzione di un'organizzazione didattica basata sulle cosiddette "classi aperte". Ad alimentare il malcontento è soprattutto l’assenza di comunicazioni ufficiali: “Siamo consapevoli che non siamo noi a decidere l’organizzazione della scuola, ma riteniamo doveroso ricevere informazioni chiare e puntuali sui cambiamenti previsti. Si tratta di modifiche importanti che incidono sulla vita dei bambini e delle famiglie e, proprio per questo, andrebbero condivise”, affermano al Secolo XIX alcuni genitori. Lo scorso maggio le famiglie hanno chiesto un incontro pubblico con l’assessorato comunale e i responsabili dei Servizi Educativi, senza però ottenere alcun riscontro. A preoccupare sono soprattutto le possibili conseguenze del taglio di una sezione: “Un cambiamento di questo tipo, se confermato, avrà un impatto significativo sulla quotidianità di bambini piccoli, tra 3 e 5 anni, e sui loro riferimenti abituali: il gruppo classe, i compagni, le maestre e gli spazi nei quali vivono ogni giorno il proprio percorso educativo”, sottolineano le famiglie. Tanti gli interrogativi che, ad oggi, restano senza risposta: dalla futura composizione della classi all’uso degli spazi scolastici fino ad arrivare alla garanzia di una continuità educativa necessaria in una fascia d’età particolarmente delicata. “In gioco ci sono la serenità dei bambini e la stabilità di un percorso educativo costruito negli anni. A questa età, il gruppo classe, il rapporto con le maestre e la familiarità degli ambienti rappresentano punti di riferimento fondamentali per la crescita”. Tra le questioni ancora aperte anche quella relativa all’inclusione: “Se all’interno di una sezione sono presenti bambini con bisogni educativi particolari o disabilità, non è chiaro come verranno distribuiti o seguiti - aggiunge un genitore - Chiediamo che vengano garantire classi equilibrate e un’adeguata attenzione ai bisogni di tutti i bambini.” Con l'anno scolastico ormai concluso e l'estate alle porte, molte famiglie ritengono dunque di essere state messe di fronte a una situazione che lascia poco spazio a valutazioni consapevoli: “Con tempistiche diverse, ogni genitore avrebbe potuto scegliere con serenità se confermare il percorso educativo intrapreso oppure prendere in considerazione alternative”. Resta ora la speranza di ricevere risposte esaustive che possano dissipare i dubbi: “Non si tratta di alimentare polemiche, ma di ottenere chiarezza su decisioni che riguardano direttamente la vita quotidiana e il percorso educativo dei nostri figli”.