Gigafactory, le istituzioni: «Genova candidata naturale»
Genova - Il nuovo Security Operation Center e il rinnovato Network Operation Center di Liguria Digitale sono stati il cuore della visita del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica Alessio Butti a Liguria Digitale: il nuovo centro grazie alle sue ventitré postazioni operative e i trentadue maxischermi consente di rafforzare le attività di difesa dagli attacchi degli hacker, attraverso il monitoraggio di trentamila postazioni e duemila siti al giorno e la gestione di sette milioni di eventi potenzialmente a settimana. Ma il tema che ha attraversato tutta la giornata è stato quello della gigafactory, grandi infrastrutture strategiche dedicate alla capacità di calcolo e all’intelligenza artificiale. «Credo che Genova possa essere un candidato naturale - spiega il sottosegretario Butti - Sono fiducioso: vedo intorno a Genova una grande capacità digitale e molto entusiasmo. Avere una prospettiva energetica è fondamentale, Genova tutto sommato è autosufficiente da questo punto di vista. Indubbiamente c'è l'aspetto della connettività, non è escluso che la Regione Liguria adotti una sperimentazione per il satellitare. In Liguria ci sono soggetti che creano un ecosistema di qualità straordinaria, Liguria Digitale, una Regione attenta, Iit. In altre realtà europee non l'ho visto con queste caratteristiche». La candidatura della Liguria ad ospitare una giga factory è stata sostenuta da «quasi 5.300 aderenti che si estendono fino al sociale, ha colpito dappertutto - aggiunge l'amministratore unico di Liguria Digitale Enrico Castanini - In Europa ci hanno detto che non hanno mai visto una mobilitazione tale. Sono sicuro che ce la faremo, ma se non fosse così abbiamo il cuore in pace perché abbiamo lottato con forza su una causa che molti davano per persa». L'esito si saprà a luglio di quest'anno ma Castanini è «ottimista sul fatto che se anche l'Europa andasse su altre strade, qualche altra giga factory la faremo. Avremo altre carte da giocare». «Genova e la Liguria sono ben piazzati, hanno fatto un eccellente lavoro perché sono riuscite a portare più di cinquemila adesioni tra aziende del campo e altri enti - aggiunge il presidente della Regione Liguria Marco Bucci - Ci crediamo molto, siamo pronti a lavorare e credo ci siano buone probabilità. Vogliamo investire, darci da fare e far sì che il futuro dei nostri giovani passi dall'intelligenza artificiale. Il progetto non prevede una sola sede, sarà un sistema diffuso: a noi interessa farne parte».








