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Eleganza, sportività e il bottone della felicità. Bastano poche parole per descrivere la Alpine A390. Strano ma vero, ma un piccolo, ma in un solo tasto è racchiusa tutta l’essenza del marchio francese, anche su una vettura che rompe dalla sua tradizione di leggerezza. Un colpo di pollice e via, si viene schiacciati sul sedile per 10 secondi, come accade in Formula 1 a Gasly e Colapinto sulla monoposto Alpine A526. L’idea di fondo, infatti, deriva proprio dalle corse ed è un pilastro della filosofia “Racing in a suit”, la sportività elegante che ispira il nuovo corso elettrico della Casa francese.
La Glc scopre l'elettrico
Suit in inglese sta per vestito e, in questo senso, Alpine ha fatto un buon lavoro. Furba la mossa di ispirarsi alla sportiva A110 nel definire la linea, dal muso che guarda a terra al tetto curvo che spiove sulla coda. Riuscita l’interpretazione, visto che al primo impatto la vettura ha un’impostazione slanciata e attaccata a terra (aiutata anche dai cerchi da 21”) anomala per le sue dimensioni generose: 4,61 metri di lunghezza, 1,88 metri di larghezza e 1,52 metri in altezza. Il tetto bombato chiude con una coda spiovente richiamando proprio la A110, taglio da fastback che non penalizza l’abitabilità interna.











