Una coalizione di 42 procuratori generali statali negli Stati Uniti ha aperto formalmente un’indagine su OpenAI. Il procuratore generale di New York, Letitia James, ha notificato alla società un’ingiunzione (subpoena) che chiede la consegna di documenti interni su un ventaglio molto ampio di attività: pratiche pubblicitarie, strategie di engagement e retention degli utenti, gestione dei dati dei consumatori e dei dati sanitari, attività relative a minori e anziani, funzionamento dei modelli di deep learning, sycophancy del modello e policy aziendali interne. La notizia è stata anticipata dal Wall Street Journal, che ha visionato il documento.OpenAI ha risposto con una dichiarazione conciliante: l’IA è una tecnologia nuova e potente, e lavoriamo ogni giorno per portare i suoi benefici alle persone in modo responsabile. Prendiamo seriamente le preoccupazioni espresse dai procuratori generali e intendiamo collaborare costruttivamente con i loro uffici.Il timing non è casuale. L’ingiunzione arriva cinque giorni dopo che OpenAI ha depositato riservatamente presso la SEC i documenti per la quotazione in borsa, con una valutazione stimata superiore agli 850 miliardi di dollari. Per un’azienda che si prepara alla più grande IPO tecnologica della storia, un’indagine multi-statale di questa portata rappresenta un rischio legale e reputazionale materiale.Indice degli argomenti