ARTURO DI CORINTO, GUERRA PROFONDA. HACKER, BUGIE E L'ARCHITETTURA SEGRETA DEI NUOVI CONFLITTI (LUISS UNIVERSITY PRESS, PP. 220, 22 EURO).
L'attacco alla rete satellitare Viasat che ha accecato le difese ucraine alla vigilia dell'invasione russa. I cavi sottomarini sabotati nel Mar Baltico attraverso cui transita la quasi totalità delle comunicazioni mondiali. Elon Musk che decide della connettività di un'intera nazione in guerra. La società Palantir di Peter Thiel e Alexander Karp molto vicina alla Casa Bianca che fa analisi di dati e punta ad espandersi in Europa nel settore militare. Benvenuti nell'era della guerra che non appare nei telegiornali ma ridisegna ogni giorno i confini del potere reale. Si combatte con algoritmi, satelliti e troll farm che alimentano la disinformazione e il fronte non è più solo sui campi di battaglia: è dentro smartphone, social media e dati consensualmente concessi.
E' lo scenario delineato nel libro Guerra profonda di Arturo Di Corinto, giornalista e analista di cybersicurezza, attualmente consigliere dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Ha scritto numerosi saggi tra cui Hacktivism (2002), I nemici della rete (2010) e Cryptomania (2022).
In otto capitoli l'autore ci guida in concetti come la sovranità di Internet, la trincea della cyberguerra con continui attacchi hacker, l'avvento dell'intelligenza artificiale e la guerra algoritmica, la disinformazione di massa non più appannaggio di regimi lontani ma democratizzata proprio dall'IA. E spiega la Russia della rete sovrana RuNet, la Cina del social scoring, l'Europa che regolamenta ma ancora non produce tecnologia autonoma.






