Con il nuovo decreto si fa chiarezza sui dispositivi omologati: ecco quali potranno funzionare e cosa cambia per i cittadini in caso di ricorso
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Ridurre al minimo i margini di errore. Va in questa direzione il decreto firmato nei giorni scorsi dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, per porre fine all’atavica querelle sugli autovelox, decine (se non centinaia) spenti nei mesi scorsi perché non omologati. Cosa cambia adessoCon il decreto non ci sarà più la distinzione tra approvati ed omologati, ovvero la diatriba con le multe agli automobilisti spesso contestate per attrezzature non a norma. Adesso tutti gli autovelox dovranno essere omologati e la procedura è ben precisa: una volta che il produttore costruisce un prototipo, questo dovrà passare sotto il vaglio del ministero che ne effettuerà i test. Soltanto successivamente, ecco che il dispositivo sarà dotato di una sorta di “carta d’identità” con tutte le sue funzioni: velocità, cosa controlla, se legge le targhe e numerose altre opzioni.Dopo l’omologazione, ecco che l’autovelox è pronto per funzionare ed essere “acceso” ma annualmente si dovrà procedere a una taratura periodica. Se per qualsiasi ragione si dovesse superare un anno senza “tagliando”, verrà spento fin quando i tecnici non ne controlleranno il corretto funzionamento da cima a fondo.Gli esperti di Al Volante ricordano che nel decreto si parla anche di “verifiche di funzionalità”: in pratica la polizia stradale dovrà assicurarsi che l’autovelox funzioni in maniera corretta rilevando le targhe corrette (almeno nel 95% di casi) e rilevare tutti gli eventuali errori che commette lo strumento. Qualora fossero ripetuti, ecco che anche in questo caso non potrebbe essere utilizzato.“Regime transitorio”È bene sapere anche che, per evitare che possano smettere di funzionare migliaia di dispositivi che corrispondono già alle norme ministeriali, è stato adottato il “regime transitorio”, ovvero un elenco pubblicato con 24 diversi modelli di autovelox che prima erano soltanto stati “approvati” e che adesso sono diventati omologati in automatico. In questo caso dovrà essere riportata una targa identificativa con gli estremi del nuovo decreto la prima volta che verranno tarati oltre ad avere un nuovo certificato di conformità.












