STIENTA (PADOVA) - Deve rispondere dell'uccisione di un cane e del ferimento di un secondo un cacciatore 64enne identificato dai carabinieri e denunciato per aver sparato contro gli animali appartenenti a una donna di Stienta. Il fatto contestato risale al novembre scorso.La ricostruzione Secondo quanto ricostruito dai carabinieri il 64enne avrebbe sparato a bruciapelo ai cani, uccidendone uno. Gli animali erano usciti dal perimetro dell'abitazione della proprietaria, che ne aveva poi trovato soltanto uno agonizzante, ferito alla testa da un colpo di arma da fuoco. Il giorno successivo la donna ha riferito di aver sentito, sempre nelle campagne attorno a casa, un altro sparo e di aver poi trovato il cadavere del secondo cane, anch'esso ucciso da un proiettile. I carabinieri, partendo dai bossoli di cartucce da caccia ritrovati sul luogo e da alcune testimonianze, sono riusciti a risalire all’auto dell’uomo, della quale la donna era riuscita a leggere alcuni numeri di targa. La successiva perquisizione nella casa del cacciatore ha portato al sequestro di numerosi fucili da caccia e di munizioni, molti dello stesso calibro di quelli trovati sul campo, che le analisi scientifiche del Racis di Parma e l’autopsia sul cane ucciso hanno confermato essere stati esplosi proprio da uno dei fucili sequestrati al 64enne. L’uomo avrebbe sparato all’interno di una zona protetta di ripopolamento e in un periodo vietato dal calendario venatorio, per cui gli è stato revocato definitivamente il porto d’armi, armi che non potrà più detenere.