SAN VITO (PORDENONE) - Incidente durante un addestramento del gruppo venatorio di San Vito nell’area golenale del fiume Tagliamento, in provincia di Pordenone ma a pochi passi dal territorio udinese. Un 68enne del posto si stava allenando correndo nella vasta area rurale che costeggia il fiume, quando è stato colpito per cinque volte dai pallini sparati da un cacciatore 49enne di Pocenia, in provincia di Udine. Ferito a un braccio e a un occhio, il runner 68enne è stato portato in ospedale a Pordenone. Gli accertamenti compiuti dallo staff del reparto di Oculistica hanno confermato che le condizioni dell’uomo non erano gravi. È stato dimesso e non ha riportato danni permanenti.

L'incidente L’incidente è avvenuto alle 9 di ieri, domenica 14 giugno, all’interno della riserva di caccia di San Vito al Tagliamento. Era in corso un’esercitazione con il gruppo cinofilo e i cacciatori stavano mirando alle quaglie. L’evento era ben segnalato, così come la riserva di caccia stessa. Il runner si trovava all’interno del perimetro d’azione dei cacciatori ed è stato raggiunto dai pallini mentre si trovava vicino ad un albero. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di San Vito al Tagliamento, che stanno conducendo accertamenti, anche se dai primi riscontri non sarebbero emerse irregolarità relative all’attività di addestramento. Il 68enne è stato portato in ambulanza all’ospedale di Pordenone, anche se in un primo momento era stato fatto decollare anche l’elicottero sanitario del Friuli Venezia Giulia. «Non l'aveva visto» «Ci sono vari alberi imponenti - ha spiegato Renato Monestier, presidente di Federcaccia San Vito, direttore della riserva e gestore della zona cinofila - quando il cacciatore stava sparando (era con il cane in ferma), il runner si trovava dietro una di queste piante, per questo motivo non è stato visto, purtroppo». Non appena ha appreso la notizia dell’incidente, Monestier ha raggiunto il posto. L’esistenza del campo di addestramento è segnalata con diversi cartelli e il regolamento affisso all’ingresso. «Ci sono tutte le tabelle di confine - evidenzia Monestier - e le informazioni necessarie». La zona cinofila si estende per circa 39 ettari. Al momento sembra non ci siano irregolarità nell’attività svolta ma sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire la dinamica dell’accaduto e le eventuali responsabilità. L’attività di ieri era “ordinaria”. «Abbiamo dei giorni fissi per gli addestramenti - ricorda il gestore dell’area -: il mercoledì e il giovedì pomeriggio, il sabato e la domenica mattina. Occasionalmente vengono organizzate esercitazioni in altri momenti, attraverso appuntamento».