La Corte d'Appello di Londra ha accolto il ricorso del governo britannico di Keir Starmer ribaltando la sentenza dell'Alta Corte che a febbraio aveva giudicato illegale - perché "sproporzionato" - il bando a Palestine Action come organizzazione terroristica. Il gruppo resta dunque fuorilegge - sostenerlo pubblicamente o farne parte costituisce reato - nonostante l'ondata di critiche arrivata per la decisione dell'esecutivo laburista risalente al luglio 2025 e il fatto che gli attivisti pro-pal non siano mai stati condannati per attentati di sorta contro le persone.
Decisione giudicata "proporzionale" e "non illegale"
Nel leggere la sentenza, Sue Carr, prima donna al vertice assoluto della magistratura di Inghilterra e Galles in veste di Lady Chief Justice, ha affermato che la decisione - presa l'anno scorso dalla ministra dell'Interno di allora, Yvette Cooper (oggi titolare degli Esteri) - di bandire l'organizzazione era "proporzionata" e "non illegale". "È un errore fondamentale trascurare il fatto che Palestine Action incoraggia apertamente una violenza illegale che si avvicina al terrorismo", ha aggiunto. Il verdetto è stato contestato da decine di manifestanti pro-pal che si trovavano fuori dalla sede della Corte d'Appello a Londra. "Non smetteremo di batterci per la revoca del bando, la fine delle leggi antiterrorismo contro di noi e per una Palestina libera", ha dichiarato la cofondatrice del gruppo, Huda Ammori, annunciando la presentazione di un ricorso alla Corte suprema britannica.











