Alter-ego, il robot umanoide sviluppato dall’Iite dall’Università di Pisa, è arrivato da alcune settimane nelle corsie dell’Ircss Maugeri di Milano per assistere i pazienti con patologie neurodegenerative come la Sla. Si tratta di una sperimentazione interna al progetto Fit4MedRob finanziato dal Pnc, il Piano complementare al Pnrr, per valutare l’integrazione di robot umanoidi assistivi in questo tipo di percorsi in contesti ospedalieri e domiciliari.

Il ‘robottino’ è alto circa 120 centimetri e si muove nello spazio su due ruote, venendo teleguidato a distanza da un operatore o in modalità autonoma e semi-autonoma. Ha due braccia costituite da moduli cedevoli a rigidità variabile che funzionano come muscoli artificiali. Alter-ego si interfaccia con la realtà circostante grazie a mani robotiche poli-articolate SoftHand, con le quali afferra e passa oggetti o può aprire maniglie. Così è in grado di interagire con pazienti fragili e ambienti complessi come i reparti ospedalieri, affiancando il personale clinico nelle attività assistenziali e supportando il paziente nella quotidianità.

Le interazioni naturali sono facilitate dall’interfaccia intuitiva del robot, permettendo di delegargli attività ripetitive e standardizzate che richiedono tempo e liberando più risorse per compiti che richiedono competenze specifiche e relazionali irreplicabili da un robot.