di
Sara Bettoni
La sperimentazione alla Maugeri di Milano con 40 pazienti colpiti da sclerosi laterale amiotrofica. Ego è alto circa 120 centimetri, ha una forma che ricorda il corpo umano e un monitor sul petto, comunica con la voce dell'operatore
Afferra una bottiglia e la offre al paziente, lo aiuta a fare fisioterapia mostrandogli i movimenti da ripetere, lo mette in contatto con il medico per la visita di controllo, gli chiede quanto è forte il dolore che sta provando. Il nuovo «operatore» in prova alla Maugeri Milano è un robot umanoide. La versione sanitaria di Wall-E si chiama Alter- Ego (ma gli «amici» lo chiamano semplicemente Ego) ed è figlio di tre genitori: l’Istituto Italiano di Tecnologia, l’Università di Pisa e appunto l’Irccs di via Camaldoli. In fase sperimentale, viene usato in reparto con i pazienti colpiti da sclerosi laterale amiotrofica.
«Il lavoro di interazione con chi sviluppa tecnologia è iniziato quattro anni fa — spiega Christian Lunetta, direttore del dipartimento di Riabilitazione neuromotoria della Maugeri — all’interno del progetto Fit4MedRob finanziato dal Piano complementare al Pnrr». Da aprile, Ego è in reparto. «Siamo partiti dai pazienti con Sla perché è una patologia grave che porta a disabilità motoria anche in pochi mesi. Uno dei problemi che le persone devono affrontare è dipendere da parenti o badanti per attività usuranti che a volte rendono difficile il rapporto umano». L’obiettivo del robot è appunto alleggerire il carico dei caregiver eseguendo al loro posto queste attività.








