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“Le persone che fingono di volerti bene spesso si possono rivelare dei mostri”. Sono le parole di Maria Ida Santopaolo, giovane donna di Terranova di Sibari che nella notte del 2 giugno ha rischiato di morire per mano di un uomo che reputava il suo migliore amico.Un rapporto di amicizia trasformato in ossessione
La loro non era una relazione sentimentale. Per sei anni avevano condiviso amicizie e abitudini all’interno della stessa comitiva, fino a quando, negli ultimi mesi, lui aveva iniziato a manifestare un interesse che Maria Ida non aveva mai ricambiato. Il rifiuto era stato immediato e chiaro. Quando i suoi comportamenti erano diventati più invadenti, lei aveva scelto di allontanarlo e bloccarlo sui social. Maria Ida non ha tenuto per sé questo disagio, ha agito con fermezza e ha coinvolto gli amici della comitiva comune, raccontando loro dei suoi continui tentativi di approccio e della sua incapacità di rassegnarsi a un sentimento non corrisposto. Nonostante questo, i contatti non si erano interrotti del tutto. La notte dell’aggressione, secondo quanto ricostruito, l’uomo l’avrebbe raggiunta sotto casa con la richiesta di parlarle e la situazione sarebbe rapidamente degenerata in una violenta aggressione durante la quale la vittima è stata ripetutamente colpita con un coltello in diverse parti del corpo. L’aggressore ha tentato con una forza brutale di strapparla alla vita, ma Maria Ida ci si è tenuta aggrappata con coraggio e tenacia, tentando ogni via possibile per sfuggire al sopruso: si è difesa, poi ha tentato di assecondarlo, ha chiesto aiuto, ha urlato con tutte le sue forze. È stata una telefonata a un amico a innescare la catena di soccorsi che le ha permesso di salvarsi. Il giovane che ha ricevuto la chiamata, preoccupato perché non riusciva più a mettersi in contatto con lei, ha allertato un altro membro della comitiva che ha raggiunto l’abitazione della ragazza. Il suo intervento ha interrotto l’aggressione e ha permesso di portarla in salvo in ospedale. “Ero una maschera di sangue” ha raccontato Maria Ida, ricordando lo shock e il crollo emotivo che ha colpito lei e l’amico Diego, che lei chiama il suo eroe. In quel momento, a prevalere sul dolore fisico delle ferite subite era il terrore provato un attimo prima, quando era convinta che per lei sarebbe stata la fine.






