TREVISO - La prima notizia, quella bella, è questa: Massimo Novello, giovane talento trevigiano del Natatorium Treviso, a soli 16 anni si è laureato Campione d'Italia di nuoto di fondo ed è stato convocato con la Nazionale agli Europei Junior Open Water in Ungheria. Un successo che riempie d'orgoglio la sua famiglia e la città intera se lo stesso sindaco Mario Conte ha voluto celebrarlo sulla sua pagina ufficiale. E che è costato fatica, determinazione e disciplina e che ha richiesto di coniugare attività sportiva e studio. Proprio qui, sulla conciliazione tra scuola e piscina, la seconda notizia, quella più amara. «Oggi facciamo festa ma è stata dura - spiega mamma Elisabetta - accanto a lui c'è una squadra importante: i suoi allenatori, la società Hydros, noi genitori, e la scuola, il collegio Pio X, che lo ha sostenuto e compreso invece di penalizzarlo per il suo impegno da atleta di alto livello come è accaduto nei primi due anni delle superiori, in un altro istituto scolastico cittadino».

L'accusa Uno sfogo circostanziato e preciso. «E' stata una cosa terribile, una vera agonia - racconta Elisabetta - un tunnel di cui non vedevamo più l'uscita. Premetto che Massimo è un atleta di alto livello certificato dalla Federazione Nuoto, cosa che la scuola sapeva dal primo giorno delle superiori. Ha una grande testa, è molto bravo anche a scuola e noi come famiglia riteniamo che lo studio sia fondamentale. Finita la terza media, lo abbiamo lasciato libero di scegliere la scuola superiore: lui aveva le idee chiarissime, ha scelto un istituto impegnativo, un fiore all'occhiello della città. Peccato però che questa scuola non abbia mai minimamente tenuto in considerazione l'impegno sportivo di Massimo, che, preciso, è sempre stato promosso a giugno. Il punto è che dopo due anni in questa scuola Massimo aveva perso la voglia sia di studiare che di andare a nuotare». Da qui gli incontri con gli insegnanti e la preside e poi la decisione - «sofferta, ma necessaria» di cambiare scuola.I ritmi La giornata di Massimo d'altronde non è esattamente come quella di tanti suoi coetanei. La sveglia per lui suona prima dell'alba perchè alle 6 deve essere già in vasca per il primo allenamento fino alle 7.30 poi scuola e al pomeriggio altre tre ore e mezzo di nuotate. Alla sera si studia. «Un sacrificio enorme che lui fa volentieri perchè mosso dalla passione e dal desiderio di raggiungere gli obiettivi che si è posto «ma che nella blasonata scuola cittadina non hanno capito». «Più volte ho cercato un punto d'incontro con la scuola sostenendo che i giovani vadano elevati da tutti i punti di vista ma non c'è stato verso. La referente sportiva chiamata a rapportarsi con noi, non l'abbiamo mai sentita. Così dopo due anni di amarezze, e nonostante il rendimento di mio figlio fosse sempre stato buono, abbiamo deciso di cambiare scuola». Massimo ha appena concluso il terzo anno delle superiori al Pio X. «Qui è riuscito a coniugare l'impegno scolastico con il nuoto senza pressioni e ha ottenuto questo risultato che lo proietta nella scena internazionale della sua specialità. Lo sport è importante perchè dà sicurezza, forza, fiducia. Perchè insegna a stare insieme, a fare gruppo, i valori della solidarietà. Perchè scopri che le cadute sono più delle vittorie, ma che se cadi poi ti rialzi». «Racconto la nostra storia perchè possa essere d'aiuto ad altri - conclude mamma Elisabetta - perchè non è giusto dover cambiare scuola per diventare un campione di sport».