L’anima esplosiva di Nicolò Martinenghi, per tutti semplicemente Tete. Assomiglia ai tanti vulcani di Lanzarote, isola del cuore in cui ha imparato a nuotare. Da bambino ogni estate lasciava Varese per trasferirsi dalla nonna alle Canarie. Dopo l’oro olimpico nei 100 rana dal cratere Tete sono fuoriusciti lapilli di cambiamenti. Nuovo allenatore Matteo Giunta al posto dello storico Marco Pedoja. La città di Verona come base fissa, lui che per anni è stato un atleta nomade, rifuggendo la monotonia. «Ho cambiato tutto e sto benissimo. Sarò sempre un irrequieto, è la mia indole, ma adesso la tengo a bada, sono cresciuto, non sono più alla ricerca di qualcosa che non so cosa sia».
Martinenghi: «Dopo l'oro di Parigi volevo smettere. Sono tornato in acqua con 10 kg in più»
Il campione olimpico dei 100 rana cerca il bis ai Mondiali di Singapore: «Ho scelto Giunta per crescere, è un allenatore molto presente ma senza essere invadente»








