Emanuela non aveva mai fatto nuoto. Oggi ha una medaglia al collo e un’idea chiarissima: ha solo 12 anni, ma ha già imparato a vincere. Ha affrontato la sua prima gara con determinazione, sfidando ragazze più grandi e arrivando prima al traguardo. «Il mister pensava non ce l’avrei fatta. Invece ho vinto». Per lei, il nuoto è stato scoperta, libertà e fiducia: «La timidezza si vince quando trovi qualcosa che ti fa sentire sicura. L’ansia c’è sempre, ma poi scompare». Il suo sogno è continuare a nuotare, magari a livello agonistico.

Emanuela è una delle oltre 1.500 bambine e bambini coinvolti in Sport Never Stop, progetto promosso da Fondazione L’Albero della Vita Ets in collaborazione con Fondazione Conad Ets per portare lo sport nei quartieri disagiati delle grandi città italiane. «Una madre era commossa. Era la prima volta che il figlio trovava un luogo dove stare davvero a suo agio», racconta una delle educatrici che ha collaborato al progetto. Grazie a Sport Never Stop, infatti, questa mamma ha potuto iscrivere entrambi i suoi figli a un corso di nuoto, un’opportunità che non avrebbe potuto permettersi altrimenti. Uno dei due bambini, con una diagnosi di Asperger, ha trovato in piscina un ambiente sereno e inclusivo, capace di farlo sentire finalmente a casa.