Lewis Hamilton ha raccontato il rapporto con Carlo Santi dopo la prima vittoria in Ferrari nel GP di Barcellona della Formula 1 2026: l’ingegnere italiano, scelto inizialmente come soluzione provvisoria, è diventato una delle chiavi della sua rinascita.

Lewis Hamilton nel GP di Barcellona della Formula 1 2026 ha vinto la sua prima gara con la Ferrari e sul podio non ha voluto accanto soltanto un rappresentante qualsiasi della squadra. Con lui c'era Carlo Santi, l'ingegnere di pista diventato in pochi mesi una delle figure centrali della sua rinascita a Maranello. Una scelta tutt'altro che casuale, perché dietro la prima vittoria in rosso del sette volte campione del mondo c'è anche il rapporto costruito con l'uomo che ha raccolto un'eredità pesantissima: quella di Peter Bonnington, il "Bono" degli anni d'oro in Mercedes.

Nel post-gara del GP di Barcellona, quando gli è stato chiesto cosa avesse provato ad avere Santi accanto durante l'inno, Hamilton ha raccontato l'inizio di un legame nato quasi dal nulla: "Non ci conoscevamo, non avevamo mai parlato e non sapevo davvero molto di lui. Non sapevo niente di lui. Ci siamo incontrati e penso che ci siamo trovati subito". Chi è Carlo Santi, l'uomo "nascosto" nel remote garage di Maranello L'ingegnere veronese, infatti, non era partito come scelta definitiva. Dopo il difficile primo anno di Hamilton in Ferrari e la separazione tecnica da Riccardo Adami, il suo nome era stato indicato inizialmente come soluzione ad interim temporanea, mentre a Maranello era arrivato dalla McLaren Cedric Michel-Grosjean che, dopo un primo periodo di ambientamento, avrebbe dovuto assumere il ruolo di ingegnere di pista. Ma è stato proprio il sette volte campione del mondo a spingere per dare continuità al rapporto con Santi, dopo aver trovato con lui una comunicazione più naturale e un metodo di lavoro più vicino alle sue esigenze.