Un’azienda cinese sta sviluppando una tecnologia basata sull’intelligenza artificiale che non si limita a sorvegliare i dissidenti, ma ambisce a prevedere chi potrebbe diventarlo in futuro. Lo rivela un’inchiesta del New York Times, basata sulle analisi condotte da ricercatori della Vanderbilt University su un archivio di 100.000 documenti interni trapelati dall’azienda, Geedge Networks. Il lavoro, ancora in fase di ricerca, delinea uno scenario in cui uno Stato autoritario potrebbe agire contro i propri cittadini prima ancora che questi esprimano qualsiasi forma di dissenso pubblico.I ricercatori di Vanderbilt, guidati da Brett J. Goldstein del Wicked Problems Lab e dal politologo Brett V. Benson, hanno ricostruito come Geedge, in collaborazione con il laboratorio di ricerca MESA Lab della Chinese Academy of Sciences, stesse sviluppando strumenti capaci di generare profili dei cittadini cinesi e di utilizzare modelli di intelligenza artificiale per identificare chi potrebbe rappresentare un rischio politico. I documenti analizzati mostrano riunioni interne, risalenti ai primi mesi del 2024, in cui i ricercatori discutevano esplicitamente di come costruire profili individuali per identificare intenzioni e individuare informazioni dannose, l’eufemismo ricorrente con cui l’apparato cinese designa il dissenso politico.Indice degli argomenti