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Lunedì in una riunione in Lussemburgo i governi dell’Ucraina, della Moldavia e dei paesi dell’Unione Europea apriranno formalmente il primo gruppo di capitoli negoziali per l’adesione di Ucraina e Moldavia all’Unione. In sostanza, significa che inizieranno concretamente le trattative per l’ingresso dei due paesi, che hanno ottenuto lo status di candidati nel 2022. Trattative che potenzialmente potrebbero durare all’infinito, e non concludersi mai: più o meno quello che sta succedendo alla Turchia da più di vent’anni.

Eppure quello di lunedì è un passo simbolico molto importante per i governi di Moldavia e Ucraina, che avevano fatto insieme domanda di adesione nel 2022. Per entrambi diventare paesi membri aiuterebbe a sottrarsi all’influenza della Russia: l’Ucraina sta cercando di contrastare un’invasione russa da ormai 12 anni, da quando cioè la Russia occupò la Crimea; la Moldavia teme di essere la prossima anche perché sul suo territorio ospita un’autoproclamata repubblica indipendente filorussa, la Transnistria.

L’inizio dei negoziati era stato ritardato soprattutto per via dell’opposizione dell’Ungheria, che fino a maggio era governata da Viktor Orbán, uno dei politici più filorussi dell’Unione Europea. Poi è andato al governo Péter Magyar, un politico conservatore un po’ più filoeuropeo e meno ostile nei confronti dell’Ucraina, e l’Ungheria ha smesso di opporsi.