I ministri Esteri dell'Ue approvano l'apertura dei negoziati di adesione per Ucraina e Moldavia, ma emergono divisioni notevoli su tempi e modalità allargamento.

I ministri degli Esteri dell'Unione Europea accolgono con favore l'apertura del primo ciclo di negoziati per l'adesione di Ucraina e Moldavia, ma emergono con chiarezza opinioni divergenti sui tempi, le condizioni e la struttura stessa del processo di allargamento dell'Ue.

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato a Lussemburgo che "è chiaro" che l'apertura dei negoziati con Kiev e Chișinău "ha richiesto troppo tempo", a causa del blocco imposto dall'Ungheria. Ha espresso il suo sostegno a entrambi i Paesi e si è impegnato ad assisterli nel "compito impegnativo e difficile" di preparazione all'adesione all'Ue.

Da parte sua, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, il cui Paese si è battuto per un'accelerazione del processo di adesione per i Paesi candidati, ha sottolineato che il processo deve continuare a essere guidato dal principio del merito e ha espresso il suo sostegno all'apertura dei negoziati, pur ribadendo la necessità che l'Ucraina intraprenda "riforme significative".

La sua omologa austriaca, Beate Meinl-Reisinger, si è invece espressa a favore di un'accelerazione del processo di adesione. "Se lo analizziamo - ha detto .- è un processo lunghissimo, molto burocratico e con innumerevoli punti che richiedono l'unanimità. Non mi sembra sensato, e nemmeno per gli altri Stati", ha sottolineato, aggiungendo che l'Unione cadrebbe in una vera e propria paralisi se prolungasse questo processo di 10-20 anni.