Sono passate più di due settimane dal sabotaggio ferroviario che ha colpito la linea del Brennero all’alba del 30 maggio, e soltanto ora è comparsa in rete una rivendicazione dell’azione che aveva causato pesanti disagi alla circolazione ferroviaria sulla linea del Brennero, a causa di quel rogo considerato doloso tra Peri e Dolcè.

L’episodio, in particolare, aveva interessato due centraline elettriche incendiate lungo la tratta, provocando rallentamenti e l’interruzione del collegamento tra il Brennero e Verona Porta Nuova. Fin dalle prime ore successive al fatto, le indagini della Digos della Questura di Verona si erano concentrate sull’area dell’anarco-insurrezionalismo.

E adesso una mail inviata al blog “La Nemesi” e successivamente pubblicata online sembra andare proprio in questa direzione. Nel testo, gli autori definiscono il sabotaggio un’azione “contro la guerra” e contro gli accordi tra Rfi e l’industria degli armamenti, indicando la linea del Brennero come infrastruttura strategica per il trasporto di merci e materiali.

“Nella notte tra il 29 e il 30 maggio – si legge nel testo – abbiamo deciso, in continuità con lo sciopero generale contro la guerra, di sabotare la linea ferroviaria sulla tratta Verona-Brennero. Abbiamo deciso di agire lì poiché quello del Brennero è un passaggio strategico e fondamentale per l’esportazione e l’importazione di merci, materie prime, armamenti. Lo abbiamo fatto incendiando due centraline elettriche. Gli scioperi contro la guerra e il genocidio sono stati caratterizzati dallo slogan “blocchiamo tutto”. Questo è un contributo. Per tale motivo questa è un’azione contro la guerra e la normalità che prende piede. Contro la guerra degli stati. Contro gli accordi tra RFI e Leonardo, industria degli armamenti. Sempre al fianco della resistenza palestinese e dei sui prigionieri, rinchiusi anche in Italia su mandato di Israele”.