Attesa per vedere da un lato la stella spagnola Yamal (che non giocherà dall'inizio) e dall'altro come si comporteranno i componenti della «generazione d'oro» al loro ultimo valzerOggi è la volta ai Mondiali di calcio in corso di svolgimento in Usa, Canada e Messico di due tra le squadre più attese, Belgio e Spagna che affronteranno rispettivamente Egitto e Capo Verde.

Spagna-Capo Verde(Massimiliano Nerozzi, inviato a Los Angeles) Sono tra i favoriti del Mondiale (e così si sentono), ma non bisogna dirlo in giro: «Ciò che ci ha reso grandi è non crederci più grandi di chiunque altro», ricorda Rodri, Pallone d’oro 2024 e capitano della Spagna campione d’Europa che debutta contro Capo Verde nel mezzogiorno di caldo di Atlanta (le 18 in Italia), protetta però dall’afa dal tetto e dall’aria condizionata dalla Mercedes Arena. Ci vuole insomma umiltà e sacrificio — «E la cosa più difficile è convincere una squadra che ha già vinto», ancora Rodri — di più contro la Nazionale di un Paese che ha poco più di mezzo milione di abitanti, gli stessi di Malaga, un decimo dell’area urbana di Madrid, ma che è arrivato al Mondiale con il gusto dell’impresa, eliminando il Camerun, per dire, a dispetto del ranking Fifa, che lo piazza al posto numero 68 (la Spagna è al secondo).Tante grazie al gol nella sfida decisiva dell’ex veronese Dailon Livramento, che pure stavolta sarà al centro dell’attacco. In quello spagnolo, almeno all’inizio, non ci dovrebbero invece essere Nico Williams e, soprattutto, Lamine Yamal, i gioielli della corona, in recupero entrambi da problemi fisici. E visto che quello di Yamal è stato piuttosto serio, lo scorso aprile, Luis de la Fuente vuole andarci piano, pure perché il Barca sta con gli occhi puntati: Lamine gli aveva chiesto di voler giocare subito, perché la voglia è tanta e il mondo è in attesa («voglio superare molti record segnando con la Spagna»), ma il ct non vuole correre rischi. A occhio, addenterà il Mondiale un quarto d’ora, venti minuti, giusto per bruciare (per età) l’esordio di Messi, nel 2006. Il talento ormai diventato azienda, tra le magie sul prato e le clip su Instagram, si appresta alla conquista del Mondiale, prima di tutto come palcoscenico, se poi anche il trofeo si vedrà.È il tempo dei grandi, dopo il Brasile l’altro giorno, ieri la Germania e domani l’Argentina, e il pallone è fatto pure di messaggi. La Spagna dovrebbe affidarsi al solito 4-3-3 lanciando Álex Baena e Ferran Torres nel tridente d’attacco con, dietro, un centrocampo da Avengers: Pedri, Rodri, Fabian Ruiz. A proposito di essere attesissimi, de la Fuente fa il suo mestiere: «È positivo essere considerati tra i favoriti, ma lo siamo più di Francia, Brasile o Argentina?». Si torna all’umiltà: «Il lavoro di squadra sarà la chiave per questa Spagna», continua il c.t. Resta l’umore a mille nel ritiro di Chattanooga, tra scherzi e fioretti, come quello di Marc Cucurella, che ha promesso di tatuarsi la faccia dell’allenatore in caso di vittoria. Chissà che dirà Mou, visto che il difensore è appena stato preso dal Real.