di
Marta Serafini
La Russia ha sferrato un attacco con centinaia di droni e missili. Colpito il cuore del più importante complesso monastico d'Ucraina, distrutto durante la seconda guerra mondiale e ricostruito dopo l'indipendenza. Mosca nega responsabilità: «A precipitare è stato un patriot americano»
Una raffica di esplosioni ha scosso la capitale ucraina all’alba: colpi russi con missili balistici seguiti da ondate di droni hanno incendiato condomini, fatto crollare facciate e acceso un rogo sul tetto della Cattedrale della Dormizione, nel complesso della Lavra delle Grotte. Cinque morti e almeno trenta feriti, tra cui due bambini di 5 e 6 anni, secondo l’amministrazione militare cittadina. In meno di mezz’ora, cinque impatti su siti civili nel distretto di Shevchenkivskyi - un palazzo di 25 piani colpito, un mercato e un supermercato in fiamme - mentre a Obolonskyi un edificio di nove piani ha preso un colpo diretto. L’Aeronautica ucraina parla di un attacco su vasta scala: settanta missili e centinaia di droni lanciati nella notte contro la capitale, con scie che hanno puntato anche Dnipro e Kharkiv. Nelle stesse ore, a Kharkiv i soccorritori sono stati uccisi da un «double tap», un secondo passaggio di droni sul luogo del primo attacco; a Dnipro un college è stato distrutto, vetri in frantumi in scuole e sale da concerto. Le autorità enumerano bersagli civili; Mosca rivendica «colpi di precisione» su obiettivi militari. Nelle strade si contano crateri, travi annerite, sirene che continuano a rimbombare nei sottopassi.










