“La Calabria può diventare la prima Regione italiana ad adottare una legge organica sull’Antimafia Penitenziaria e a costruire un modello innovativo di contrasto alle organizzazioni criminali negli istituti di pena”.È questo il messaggio lanciato da Giovanna Russo, Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Calabria e Coordinatore nazionale dei Garanti regionali, a seguito dell’audizione presso la Commissione regionale contro la ’ndrangheta, nel corso della quale sono stati presentati cinque allegati operativi, tra cui due proposte di legge regionale.
“Non un primato simbolico”
Russo aggiunge: “Desidero ringraziare il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, l’Ufficio di Gabinetto, il Presidente della Commissione anti’ndrangheta e tutti i componenti per avere colto, durante l’audizione del 12 giugno scorso, la portata strategica di una proposta che guarda al futuro del contrasto alle mafie e alla qualità della nostra democrazia. Sono certa che non faranno mancare il loro autorevole sostegno a questo Ufficio”. Secondo Russo, la Calabria ha oggi l’opportunità di assumere un ruolo guida a livello nazionale, candidandosi a diventare la Capitale italiana dell’Antimafia Penitenziaria: “Non si tratta di un primato simbolico, ma di mettere a disposizione dell’Italia l’esperienza maturata in una terra che ha conosciuto la forza della ’ndrangheta e che può contribuire a costruire nuovi strumenti di prevenzione, sicurezza e legalità. L’Antimafia Penitenziaria nasce dalla consapevolezza che il carcere non rappresenta un luogo separato dal fenomeno mafioso. Le organizzazioni criminali hanno molto potere e lo sfruttano al fine di mantenere relazioni, comunicazioni e catene di comando anche durante la detenzione. Le mafie si combattono con le indagini, con i processi e con le condanne, ma anche impedendo che possano rigenerarsi all’interno degli istituti penitenziari. Il lavoro svolto dalle forze di Polizia anche all’interno degli Istituti e dai nuclei speciali è encomiabile, ma adesso serve un cambio di passo e maggiore operatività tra diverse istituzioni”.











