Bennardo torna all’attacco con un tempismo che non lascia margini a interpretazioni: a Ragusa, il suo approdo in ControCorrente non è stato un atto simbolico, ma l’avvio immediato di una nuova fase di pressione sull’esecutivo cittadino.
A pochissimi giorni dall’adesione, il consigliere ha depositato quattro interrogazioni a risposta orale, mirate al cuore di criticità che da mesi, se non da anni, attendono chiarimenti. Nel mirino finiscono gli incarichi conferiti agli esperti del sindaco, lo stato di avanzamento dei lavori a Cava dei Modicani, la posizione debitoria di Iblea Acque e il relativo piano di rientro, oltre all’utilizzo delle risorse previste dai Piani di spesa della legge speciale su Ibla.
Quattro dossier di peso, che Bennardo riporta in aula con l’obiettivo dichiarato di spezzare l’immobilismo e costringere palazzo dell’Aquila a uscire dall’ambiguità.
“Il consigliere comunale ha il dovere di controllare e indirizzare. E quando le risposte non arrivano, bisogna pretenderle. Ho ritenuto necessario formalizzare nuove richieste perché questi temi incidono sul presente e sul futuro della città”.
Un messaggio netto rivolto alla Giunta: il tempo dell’attesa è scaduto.








