OSLO. Il figlio della principessa ereditaria di Norvegia è stato condannato a quattro anni per stupro. Marius Borg Hoiby è stato riconosciuto colpevole di due dei quattro casi di violenza sessuale di cui era accusato. La sentenza comprende anche ripetute violenze contro una ex compagna, minacce e infrazioni al codice della strada. Nato da una relazione precedente al matrimonio della madre Mette-Marit, ora gravemente malata, con il principe ereditario Haakon nel 2001, Hoiby era accusato di 40 reati. Uno dei due stupri per i quali Hoiby è stato condannato è avvenuto nel 2018 nella residenza reale di Skaugum. La vicenda ha offuscato l'immagine della monarchia e il 29enne figlio di Mette-Marit, che non ricopre alcuna carica ufficiale nè svolge una professione stabile, ha contestato le accuse più gravi. Per motivi di salute non specificati, Hoiby, in custodia cautelare dall'inizio di febbraio, non era fisicamente presente alla lettura della sentenza, che ha seguito in videoconferenza dalla sua cella.

L'accusa aveva chiesto una condanna a sette anni e sette mesi di reclusione. La difesa, dal canto suo, aveva chiesto l'assoluzione dall'accusa di stupro e una condanna a un anno e mezzo di reclusione per gli altri reati. Hoiby si era dichiarato colpevole di alcune delle accuse, tra cui possesso di 3,5 kg di marijuana, aggressione e minacce. Il processo, che si è svolto dal 3 febbraio al 19 marzo, ha portato alla luce la vita di eccessi del giovane, catapultato sotto i riflettori all'età di tre anni dalla relazione tra Mette-Marit e il principe Haakon, secondogenito e unico figlio maschio di re Harald V di Norvegia e della regina Sonja. «Sono conosciuto principalmente come il figlio di mia madre, non per altro. Quindi ho sempre avuto un fortissimo bisogno di riconoscimento», ha dichiarato il secondo giorno del processo; «E questo si è tradotto in molto sesso, molta droga e molto alcol». Gli stupri di cui è accusato sarebbero stati commessi tra il 2018 e il 2024, dopo feste durante le quali Hoiby consumava alcol e droghe. Ogni volta, al rapporto sessuale consensuale sarebbero seguiti altri atti illeciti con le giovani donne prive di sensi. Il dibattito si è concentrato proprio sullo stato di coscienza delle vittime e su ciò di cui Hoiby era consapevole al momento dei fatti. Nella sua arringa finale, il pubblico ministero Sturla Henriksbo ha descritto un imputato «che crede di poterla fare franca in qualsiasi situazione». Nonostante le sue spiegazioni confuse e i vuoti di memoria, Hoiby ha insistito sul fatto di non avere «l'abitudine di fare sesso con donne addormentate» e ha denunciato la pressione mediatica che, a suo dire, lo ha trasformato in «un mostro, bersaglio dell'odio di tutta la Norvegia». Il caso è scoppiato il 4 agosto 2024, quando Hoiby è stato arrestato con l'accusa di aver aggredito la sua compagna la notte precedente in un quartiere residenziale di Oslo. La stampa ha poi pubblicato la foto di un coltello conficcato in un muro e di un lampadario rotto sul pavimento. Un'altra donna, l'influencer Nora Haukland, ha in seguito affermato di aver subito anch'essa abusi fisici e psicologici. Al processo, Hoiby ha ammesso che la gelosia poteva fargli perdere il controllo. È stato analizzando i suoi telefoni e computer che gli investigatori hanno trovato video che documentavano quelli che ritengono essere stupri. Il caso ha messo in imbarazzo la monarchia norvegese e ha contribuito a indebolire il sostegno pubblico, che tuttavia rimane relativamente alto.