Al figlio ventinovenne di Mette-Marit sono stati riconosciuti due capi d'accusa, di stupro e violenza domestica, sui 40 a cui doveva rispondere a processo. Tra le misure anche un ordine restrittivo nei confronti di una delle sue vittime

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Marius Borg Høiby, il figlio della principessa ereditaria della Norvegia, Mette-Marit, è stato condannato a quattro anni di carcere perché colpevole di due dei quattro casi di violenza sessuale di cui era accusato. Inoltre, gli è stato imposto un ordine restrittivo di due anni nei confronti di una delle sue vittime.

La sentenza è stata emessa lunedì 15 giugno dal tribunale distrettuale di Oslo, presieduto dal giudice Jon Sverdrup Efjestad, che lo ha condannato per aver aggredito la sua ex fidanzata, Nora Haukland, l'unica vittima il cui nome è stato reso pubblico. Høiby è stato assolto da altre due accuse di stupro. L'uomo aveva ammesso di essere colpevole di alcune delle accuse meno gravi nei suoi confronti, ma aveva negato quelle per stupro e violenze domestiche.

Il ventinovenne era stato accusato di 40 reati tra cui figuravano quattro stupri e aggressioni, diverse violazioni di ordini restrittivi, reati legati alla droga e alla guida. Una delle accuse, quella di violazione di un ordine restrittivo, è stata annullata.