Un Guerriero sempre più solo e stanco. Affranto da battaglie legali, promesse mai trasformate in fatti, cordate annunciate e poi scomparse all’orizzonte. Per il Fanfulla la strada si fa sempre più buia, ma nessuno sembra disposto a prenderne davvero la guida. Le ultime comunicazioni del club sono l’annuncio di Pietro Budroni come coordinatore dell’area tecnica e di Alberto Cuomo come nuovo allenatore. Ennesimi tasselli di un quadro paradossale: la società continua a programmare, nominare e rilanciare nonostante la sentenza della Corte d’Appello di Milano che, ribaltando il precedente pronunciamento del Tribunale di Lodi, ha restituito le cariche al presidente Luigi Barbati e agli altri soci estromessi. Una decisione provvisoriamente esecutiva e dunque destinata a produrre effetti immediati, almeno sul piano formale. Eppure l’attuale dirigenza guidata dalla famiglia Tufo continua ad operare come se nulla fosse accaduto. Il Fanfulla arriva da una retrocessione pesante, la seconda di fila, deve fare i conti con debiti di cui non è ancora chiara l’effettiva entità e vede avvicinarsi scadenze decisive.

La più urgente riguarda il futuro degli impianti: il bando comunale per la gestione della Dossenina e del campo Sala resterà aperto fino al 30 giugno, ma a oggi non si vedono ancora progetti formalmente concretizzati. A sottolinearlo è stato anche l’assessore allo Sport Francesco Milanesi, che negli ultimi giorni ha chiamato in causa tutti i soggetti incontrati dall’Amministrazione comunale. Un richiamo che è suonato come una tirata d’orecchie. Il rischio è che il Fanfulla resti sospeso tra due mondi: da una parte una dirigenza che continua a muoversi nonostante la sentenza della Corte d’Appello, dall’altra chi avrebbe le carte per riprendere in mano il club ma non ha ancora affondato il colpo. In mezzo restano il bando, l’iscrizione al prossimo campionato, il settore giovanile, i tesserati e una tifoseria sempre più stanca di aspettare.